Fallout

Fallout è una serie televisiva distribuita da Prime Video, ispirata all'omonimo franchise videoludico creato negli anni '90 da Interplay e oggi sviluppato da Bethesda. La prima stagione uscita nel 2024, è stata affidata alla regia di Jonathan Nolan – già noto per Westworld e Person of Interest – insieme a Lisa Joy, che firma la produzione esecutiva. La serie non si limita a riprodurre l'estetica dei videogiochi: ne raccoglie lo spirito, l'ironia corrosiva e il senso di desolazione epica, trasformando l'universo post-atomico di Fallout in un racconto che dialoga con la tradizione western, della fantascienza e della satira sociale.
Trama
In un futuro lontano, la Terra è stata devastata da una guerra nucleare che ha trasformato la superficie in un deserto radioattivo popolato da comunità feroci, mutanti e rovine di un passato ormai irriconoscibile. Sotto terra, invece, i Vault hanno preservato generazioni in una società ordinata, ingenua e rigidamente controllata. La serie segue tre protagonisti provenienti da mondi lontanissimi: una giovane donna cresciuta nel confort artificiale di Vault che si ritrova improvvisamente a confrontarsi con la brutalità della superficie; un'aspirante cavaliere della Confraternita d'Acciaio, convinto che la tecnologia sia la chiave per ricostruire ciò che resta del mondo; e un pistolero solitario segnato dalle radiazioni, figura sospesa tra mito western e fantasma del passato. Le loro strade finiscono per intrecciarsi in un mix tra azione, ironia nera e critica sociale, mentre ciascuno di loro insegue qualcosa di diverso: la verità, il potere, o semplicemente un modo per sopravvivere in un mondo che non perdona.
Temi e punti di forza della serie
Fallout funziona perché riesce a trasformare un universo videoludico vasto e frammentato in un racconto coerente, capace di parlare anche a chi non ha mai toccato un controller. Il tema centrale è la memoria: quella individuale, che i personaggi inseguono o rimuovo, e quella collettiva, distorta da decenni di propaganda, tecnologia e sopravvivenza. La serie mette in scena un mondo che ha perso il senso della propria storia e tenta di ricostruirlo attraverso archivi, rovine e bugie. Accanto alla memoria c'è il tema dell'identità: ogni protagonista è costretto a ridefinire chi è, cosa vuole e da dove viene. Il contrasto tra la purezza artificiale dei Vault e la brutalità della superficie diventa un modo per interrogare la natura umana, la capacità di adattamento e la fragilità delle convinzioni quando vengono messe alla prova.
Un altro elemento forte è la satira sociale. Fallout non si limita a mostrare un mondo distrutto: lo usa come specchio deformante del nostro presente. Il consumismo, la fede cieca nella tecnologia, la militarizzazione del potere, la retorica del "bene superiore", sono tutti temi trattati con ironia, a volte grottesca, ma sempre riconoscibile. Sul piano estetico, la serie brilla per la capacità di saper mettere insieme lo stile tipico western, fantascienza e commedia nera in un equilibrio sorprendente. La regia di Jonathan Nolan alterna momenti contemplativi a esplosioni di violenza stilizzata, mentre la fotografia costruisce un mondo che insieme sporco, nostalgico e stranamente affascinante. Il ritmo è sostenuto, ma non frenetico: ogni episodio aggiunge un qualcosa, lasciando spazio ai personaggi per respirare e al mondo per mostrarsi in tutta la sua complessità.

Differenze tra gioco e serie

La serie Fallout sceglie di non adattare la trama di un singolo videogioco, ma costruire una storia originale che si inserisce comunque nel canone ufficiale, permettendosi così una libertà creativa che introduce personaggi, eventi e concetti nuovi. L'ambientazione si discosta leggermente: mentre i giochi storici sono legati a luoghi iconici della West Coast, la serie preferisce un approccio geografico più ampio e meno vincolante. Alcuni elementi tipici dei videogiochi vengono lasciati da parte, come il celebre monologo di apertura "War. War never changes", che la serie decide di non riproporre per segnare fin da subito una propria personalità narrativa. Allo stesso tempo introduce idee inedite, come l'uso ricorrente di particolari sieri o sostanze, che nei giochi non hanno un ruolo così centrale. La differenza più evidente riguarda però la struttura: i videogiochi si basano sulla libertà del giocatore, sulle scelte multiple e su percorsi alternativi, mentre la serie adotta una narrazione più lineare e guidata, costruita sull'intreccio di tre protagonisti. Nonostante ciò, l'estetica rimane sorprendentemente fedele: i Vault, le armature della Confraternita, le creature mutate e l'immaginario retro-futurista sono riprodotti con una grande cura che rende immediatamente riconoscibile l'universo di Fallaut, anche quando la storia prende strade nuove.

Opinione personale
Fallout è una serie che mi ha dato l'impressione di essere uno di quei rari adattamenti capaci di parlare sia a fan storici sia a chi si avvicina per la prima volta all'universo narrativo. La cura visiva è sorprendente: ogni ambientazione, ogni costume, ogni dettaglio sono cstruiti con grande cura e attenzione e questo contribuisce a rendere il mondo pst-atomico credibile e immersivo. Anche il tono talvolta ironoco e talvolta malinconico, appare ben calibrato e fedele allo spirito dei videogiochi senza risultare mai eccessivo o gratuito. Le interpretazioni, in particolare quella di Walton Goggings, sono entusiasmanti e danno alla serie una profondità emotiva che va oltre il semplice intrattenimento. Nel complesso, Fallout è un prodotto solido, capace di distinguersi in un mare di contenuti spesso tutti simili tra loro inoltre, è una serie che può piacere ad un pubblico molto ampio. È consigliata a chi ama le storie post- apocalittiche o, in questo caso post- atomiche, ma anche a chi cerca un prodotto capace di mescolare generi diversi senza risultare incoerente. È adatta a chi apprezza le narrazioni corali, dove i personaggi crescono episodio dopo episodio. Pur essendo tratta da un videogioco, non richiede alcuna conoscenza pregressa: anzi, molti spettatori che non hanno mai giocato alla saga (come me) si sono comunque goduti la visione. È una serie che può conquistare sia gli amanti del genere sia chi cerca semplicemente una storia originale, ben costruita, con una forte identità e un immaginario che non può non restare impresso.






 


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