L'ultimo segreto
Autore: Dan Brown
Pagine: 800
Formato: copertina rigida
Editore: Rizzoli
Trama
Robert Langdon si trova a Praga insieme a Katherine Solomon, dottoressa conosciuta precedentemente nel Il simbolo perduto, esperta di scienze neoetiche e adesso sua attuale compagna. La città è il punto di partenza di una conferenza tenuta proprio da Katherine, ma le cose prenderanno una piega imprevista, dando inizio a un nuovo incubo. La sera stessa, Katherine scompare improvvisamente dalla stanza d'albergo che condivideva con Robert, senza lasciare alcun indizio. Langdon capisce subito che non si tratta di una scomparsa volontaria e teme che possa essere stata rapita. La sparizione sembra collegata a forze occulte attive fin dall'alba della storia, gruppi che custodiscono un mistero antico e potentissimo. Per ritrovarla, Langdon è costretto a immergersi nel alto oscuro di Praga e, come sempre, a decifrare indizi e risolvere enigmi. Tutto questo tra: castelli antichi, cattedrali gotiche, labirinti sotterranei, simboli nascosti e riferimenti esoterici. Mentre cerca di risolvere i vari scenari affrontando avversari "invisibili", Langdon scopre che il mistero che sta inseguendo non riguarda solo Katherine, ma un segreto rimasto celato per secoli, capace di cambiare il destino dell'umanità.
Questo romanzo rappresenta un ritorno importante, prima di tutto perché Dan Brown mancava da anni. Il suo ultimo libro, Origin, è uscito nel 2017 e, per un autore che aveva abituato i lettori a un ritmo più serrato, otto anni di silenzio hanno creato un'attesa enorme. Il nuovo romanzo rompe questo vuoto e riporta anche in scena Robert Langdon, che per molti lettori è quasi una figura familiare, un compagno di viaggio tra arte, simboli e misteri. È importante anche perché segna un cambio di scenario: Brown sceglie Praga, una città che non aveva mai esplorato nei suoi romanzi e che, per atmosfera – gotica, stratificata, piena di leggende – sembra fatta apposta per lui. Questo dà al libro un'aria di "nuovo inizio", pur restando fedele alla formula che i lettori amano. C'è poi un altro elemento interessante: Katherine Solomon. Il suo ritorno crea un ponte con un altro romanzo di Dan Brown ovvero: Il simbolo perduto, e da continuità emotiva alla saga. La sua scomparsa, che è il motore della trama, aggiunge un'urgenza personale che nei precedenti romanzi di Brown non sempre era così centrale. Infine, questo libro arriva in un momento storico in cui i temi che l'autore tocca risultano davvero attuali e importanti. Dan Brown, affronta grandi tematiche del presente, intrecciandoli in un'unica trama che corre sul filo tra scienza, potere e identità umana. L'intelligenza artificiale è il primo nodo. Non intesa come semplice tecnologia, ma come una forza capace di superare i limiti etici e politici che dovrebbero invece contenerla. Brown la utilizza per interrogarsi su chi controlla davvero il futuro, mentre i governi ci investono in segreto in progetti scientifici che potrebbero cambiare gli equilibri globali. Accanto a questo, ritorna la scienza neoetica, che attraverso Katherine Solomon diventa il simbolo di un'altra frontiera: quella della mente, della percezione, della coscienza. È un modo per parlare di manipolazione, di suggestione, di quanto sia fragile la nostra capacità di distinguere ciò che è reale da ciò che è costruito. Su questo sfondo si muove la geopolitica, con la sua corsa al dominio tecnologico: una guerra silenziosa combattuta non con le armi, ma con algoritmi, dati e segreti. E mentre la scienza avanza, Brown continua a intrecciare il mito, religione e simboli, come se il passato fosse ancora necessario per interpretare un presente che corre troppo veloce. Il risultato è una tensione costante tra umano e post- umano: cosa resta di noi quando tutto può essere replicato, previsto e controllato? È una delle domande predominanti che attraversa questo romanzo, che non è solo un thriller, ma anche un commento sul presente. Ed è forse proprio questo a farlo percepire come un ritorno giusto al momento giusto.
La mia storia di lettrice è iniziata molti anni fa proprio con autori come Dan Brown, Stephen King, Glenn Cooper. All'epoca mi sembravano mondi immensi: Il codice Da Vinci per me era un libro pazzesco, e ricordo ancora l'entusiasmo per l'uscita del film. Poi crescendo e ampliando le mie letture, mi sono accorta che le letture davvero straordinarie, forse, erano altre. Non perché Brown non mi piaccia più, anzi: continuo ad apprezzare le sue trame misteriose, le spiegazioni affascinanti, gli enigmi che ti trascinano pagina dopo pagina. Però oggi non rientra più tra quegli autori che definirei "eccezionali". Ho letto L'ultimo segreto con piacere, e mi è piaciuto tornare accanto a Robert Langdon, immergermi di nuovo nelle sue corse contro il tempo e nei suoi simboli. Però non ho trovato nulla che rompesse davvero gli schemi. È vero, molti direbbero che "si sa a cosa si va incontro", che lo stile di Brown è quello e non cambia. E lo capisco. A questo non toglie che, dopo tanti anni, mi aspettassi qualcosa in più, un guizzo, una deviazione, un rischio narrativo. Detto questo, Dan Brown resta un autore che leggerò sempre. Mi intrattiene, mi diverte, e soprattutto è legato a un pezzo della mia storia personale a cui sono molto legata. Semplicemente, oggi ci sono altri libri e autori, che meritano la precedenza. Comunque lo consiglio senza esitazioni a chi è legato a Robert Langdon e ama in modo totale gli scritti dell'autore: chi è un vero fan, di quelli che aspettano ogni nuova uscita come un ritorno a casa, non rimarrà deluso.
Dan Brown si è laureato all'Amherst College and Philips Exeter Academy, dove ha insegnato inglese prima di dedicarsi alla scrittura a tempo pieno. È autore di numerosi bestseller internazionali, tra cui Il codice Da Vinci, Inferno, Il simbolo perduto, Angeli e demoni La verità del ghiaccio, Crypto e Origin, che hanno venduto oltre 220 milioni di copie.







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